Post Politicamente (e volutamente) Scorretto

Un Agosto qualsiasi.

Precisa e puntuale come un accelerato svizzero è iniziata anche quest’anno la stagione degli ZOMBIE.

Di solito appaiono, con sguardo spaesato e vivo come quello di un bue in piena digestione, barcollando sulla statale — in mezzo, non di lato — le domeniche di luglio e la settimana centrale di agosto.

Non i sabati o le domeniche di altri mesi. Sono precisi loro, questo è il loro periodo biologicamente esatto, tipo i salmoni per deporre le uova.

Se la temperatura supera i 33C uno strano processo fisiologico li risveglia e li pilota in maniera inanimata verso spiagge, prati o ambienti di montagna che permettano il trasporto a mano dall’auto della sdraio e ombrellone d’ordinanza.

Da qui il nome che abbiamo loro riservato: ZOMBIE.

Diritti sì. Doveri no.

Lo ZOMBIE ha solo diritti, non doveri.

L’auto può essere parcheggiata a cazzo entro 100 metri dalla meta, non differenzia la spazzatura e spesso molla la cicca con una semplice apertura delle dita in perfetta verticale sotto la ciabatta che, magnanimamente, la schiaccia.

Per gestire il fenomeno, come in una pellicola hollywoodiana, abbiamo creato una figura professionale dedicata con un nome altrettanto dedicato: la ZOMBIE PATROL, la pattuglia anti-zombie.

La Zombie Patrol

Zombie Patrol a fine giornata …

Zombie Patrol a metà giornata

Il disgraziato sull’antico ponte nero individua lo Zombie, cosa facile perché trascina la sdraio ciabattando, spesso con la sigaretta in bocca.

Guarda giù, fa una foto e poi prosegue con il suo passo inanimato verso l’unica cosa che conti: la spiaggia. Il tutto con borse frigo, bevande e caffè.

Quando l’addetto allo ZOMBIE PATROL (santo ragazzo) spiega loro che non è così gradito che si buttino le cicche su un ponte millenario, che si parcheggino le moto sul sagrato di un oratorio del 1532 o che si pisci e cachi sul sentiero lasciando i fazzoletti ai ragazzi e ragazze di Canyon Park che avrebbero ben altro da fare, la risposta è sempre, irrimediabilmente e sorprendentemente la stessa:

 

“AHHHHHHHHHHH (c’è sempre lo stupore) NON CREDEVO NON SI POTESSE!!!”

E poi proseguono verso la meta agognata.

Lo Zombie Tecnologico

Poi esiste lo ZOMBIE TECNOLOGICO, ovvero quello che poi scrive le recensioni.

In pratica se nel canyon scopre che, magicamente, non è un posto adatto ai passeggini, o se osi non farlo parcheggiare nei terreni che ti sei premurato di prendere in affitto con scarichi di responsabilità cazzi e mazzi, allora ti spara anche una bella recensione da 1 stella. Indignato per lesa maestà.

Perché i canyon DEVONO (diritti e non doveri) essere a misura di passeggino e con parcheggi tipo Gardaland. Meglio se con bar che sforni spritz a gogo.

(Facciamo notare che noi puliamo le tracce del loro passaggio, differenziamo, conferiamo e soprattutto raccogliamo con pinze le cicche tirate come becchime alle tortore). Senza nemmeno un grazie.

Ci mettiamo anche sulla strada a pregarli di non camminare in mezzo alla Statale lungo la pericolosa curva (non usano il sentiero loro… il sistema di navigazione dello ZOMBIE sceglie la strada più breve, mortale ma breve) e ti guardano con l’occhio che ti trasmette “che cazzo vuoi?”

Conclusione

Se qualcuno vuole provare il brivido dello Zombie Patrol ci faccia sapere, è un lavoro che aumenta esponenzialmente l’autostima.

Soprattutto andate piano alla curva di Scesta la domenica, potreste fare una strage di ZOMBIE. Anche loro hanno un’anima.

 

NB: Questo articolo è stato scritto faticosamente da mani umane, senza delegare il compito a una fredda Intelligenza Artificiale (che probabilmente avrebbe fatto prima e molto meglio).

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