Avere entrambe le gemelle a casa mia è un evento paragonabile alle Olimpiadi estive. Ho deciso quindi di dare il meglio di me…
Ho scelto infatti di onorare l’evento in maniera degna prenotando un ristorante carino vicino casa con una lista dei vini molto profonda. Arredamento industriale ma di gusto.

Questa è un’età ricca di incognite. Le priorità si invertono, il tempo trascorso con loro è raro come il coltan e -fattore non secondario- subentrano ragazzi che temi ti mettano in secondo piano. Debolezze di un padre.Ma l’Alto Adige, provincia che rispettiamo e amiamo con tutto il cuore, ha giocato la sua parte.
La cantina Wieder sforna dei Pinot Grigi E (non O) Neri di tutto rispetto che hanno reso le conversazioni molto più dense di quello che ti aspetteresti.

Dalla Grande Guerra a Schopenhauer

Le gemelle hanno iniziato la serata con un tema soft, la Grande Guerra sulla quale, modestamente, ci siamo difesi con onore. Alessandro Barbero e il canale Parabellum, YouTube ormai è la mia personalissima università della terza età, mi hanno fatto conversare e difendere con onore.

Poi la conversazione ha iniziato a virare su argomenti con protagonisti come Freud, Schopenhauer, Nietzsche. E qui sono entrato in difficoltà non essendo un grande intenditore di Bundesliga e giocatori tedeschi. Conversavano animatamente, con ardore direi, per virare poi su argomenti di cui ignoro nella maniera più assoluta l’esistenza e le connessioni. Bauhaus e i trogloditi, Efeso, Sisifo, Darwin. Un’overdose letale di concetti che vanno ben oltre la mia ben misera capacità di assimilazione.

Orgoglio silenzioso

Io le guardavo con ammirazione. Capisci che sono esseri che vanno ben oltre te, noi, vivono di vita propria insomma.
Tu hai dato il via ma poi molto lo hanno ottenuto da soli/e. Non tutto, ma molto.
I prossimi mesi sono tra i più belli che si possa mai immaginare.
La maturità, poi viaggi con amici in Interrail, Marocco, Malta e altri in programma.
L’incognita del futuro la fa da padrone, con il fascino ineguagliabile del mistero, fregandosene del riscaldamento climatico e del professore stronzo che non riconosce il tuo valore.
A un certo punto ho iniziato a lacrimare dalla gioia. Letteralmente. In pubblico chi c….o se ne frega.
Non so quanto sia il merito mio, della madre o dell’ambiente circostante.
Non importa in sostanza di chi si prenda i propri meriti.

La gioventù è l’unica risorsa che ci resta per salvare tutto il resto. TUTTO. Questa è l’unica certezza che ho.

(Con l’ausilio del Pinot, Grigio E -non O- Nero, meglio)

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