L’inizio con il Botto

In verità speravamo in una partenza “con il botto”,  ma in senso metaforico. Un botto di un tappo di Prosecco che esulta, prime pagine strillanti dei giornali o, nei dormiveglia più osé di un sabato mattina … l’apparizione improvvisa di una folla osannante. Insomma, quello che ogni attività sogna il giorno della propria inaugurazione : un via sopra le righe.

Invece prima ancora del taglio del nastro, ho assistito a un botto di quelli che lascia la mascella penzoloni sul dorso delle scarpe.

Abbiamo infatti pensato di chiudere la baracca prima ancora di iniziare.
Roba da Guinness dei Primati.

31 Luglio 2015, tutto era pronto…

Tre sindaci della vallata, un Consigliere Regionale,  Carabinieri in divisa, due giornali nazionali, una TV, fotografi  in tenuta da combattimento e una schiera di autorità, con e senza portafoglio, pronti a tagliare il nastro di Canyon Park, un delirio di un visionario diventato – tuttora senza spiegazione- realtà.

Il caso ha voluto infatti che un curioso di passaggio, decisamente sovrappeso e con evidenti problemi di deambulazione, volesse andare a fare l’incursore (in ciabatte) sul sentiero comunale di accesso al percorso, barcollare, perdere l’equilibrio e fratturarsi il malleolo PRIMA dell’inaugurazione. Il malcapitato è rotolato come una palla di neve sopra i pungitopo, pover’omo, fino allo stop decretato da un tronco di acacia molto previdente.

La sirena dell’ambulanza ha riecheggiato nella valle. Con l’assessore alla Protezione Civile che steccava il malcapitato e, soprattutto, la sfilata in pompa magna della barella trainata faticosamente da ben quattro persone sull’antico Ponte Nero in mezzo a TV, autorità e giornali. I flash si sprecavano. Sembra anche che il novello avventuriero abbia chiesto, in mezzo al fogliame: “Siete assicurati???”.
Se volevamo le prime pagine dei giornali gli elementi iniziavano ad esserci: “Incidente fatale a Canyon Park prima ancora di iniziare!!!!!”

Ma con lo svanire della sirena in lontananza lo stesso regista occulto della “partenza con il botto” , inspiegabilmente,  ha ripreso in mano il copione giusto e dato vita allo spettacolo.

Il Copione

Qualcuno ha detto che il principale artefice del nostro destino siamo noi stessi. Vero.
Ma io credo che questa sia una versione minimalista, uno slogan new age per darci fiducia nei venerdì neri quando il nostro personalissimo titolo cola a picco. Le cose vanno oltre noi, la ricetta include NOI … ma anche chi ti è vicino, gli amici, la famiglia, la tua storia  e –soprattutto- una innegabile dose di culo.
Sintetizzando Canyon Park è nato grazie a noi, famiglia, amici, professionalità e tanto, ma proprio tanto, … culo.

La Fabbrica del Sorriso

Siamo stati aperti tre mesi fantastici. Lavorare infatti nella fabbrica del sorriso è una droga.
Davvero.
Adoro andare alla partenza della Teleferica n1. Quella più lunga e alta.
Dopo il semplice percorso “briefing” dove spieghiamo come utilizzare i dispositivi di sicurezza, appare questa teleferica in sospensione sopra un torrente e dove sostanzialmente cambia la prospettiva. Le sicurezze vengono messe a dura prova e la sfida inizia. Ecco, io adoro andare con il walkie talkie in partenza per godermi lo stupore, il sorriso, la preoccupazione di chi sta per fare qualcosa di nuovo.

L’essere umano alla fine è come un gattino davanti a un rotolo di lana. Tira fuori la sua vera natura, il lato giocoso, abbassa la corazza e mostra il suo vero volto per superare limiti prima inimmaginabili.
E’ una sensazione straordinaria credetemi.
Vedere gente in pace con se stessa perché entrata in contatto con la natura e, soprattutto, con la parte avventurosa e nascosta di sé, è un’esperienza irrimediabilmente romantica.
Poi ci sono i casi particolari, ovvio…

Gli Inglesi. Sembrano nati per questo tipo di attività. Arrivano con i sandali e vestiti da Polo ma effettuano il percorso come delle guide provette. Una volta un gruppo di adolescenti ha messo a dura prova i calcoli strutturali del ponte nepalese con 6 ragazzi in crisi ormonale che facevano a gara –dondolando- a chi restava in piedi.  Un inglese su un percorso acrobatico è la prova vivente che Darwin aveva il passaporto britannico. Però, se sopravvive, un inglese non scrive una recensione di Tripadvisor, no, scrive un libro a capitoli.

Le donne. Sono loro che nella maggior parte dei casi effettuano le prenotazioni. Il 70% delle interazioni sulla pagina Facebook è a opera di donne della fascia 21-45 anni, idem per chi effettua la prenotazione. Sono loro le avventuriere, il sesso forte, quelle con la curiosità della scoperta. Spesso trascinano il compagno svogliato in questa avventura con l’entusiasmo di un cane davanti alla vasca da bagno.

Il Gestore . Dopo due mesi di attività il gestore di Canyon Park ha iniziato a pensare di sottoporsi a un intervento di plastica facciale presso un noto chirurgo brasiliano. Infatti tutte le donne, senza esclusione alcuna, alla vista del gestore hanno una sola domanda “scusa, avete un bagno?” . Per la propria autostima non è che sia il massimo.

I bambini . Sono l’essenza dell’essere umano allo stato puro. Non hanno paura, sono curiosi ed entusiasti. In pratica sono la rappresentazione plastica di quello che vorremmo essere noi adulti , persone dotate del più grande dei super-poteri: l’entusiasmo. Uno dei miei tre figli, la gemella #2, ha già deciso che in futuro sarà chirurgo, veterinario o Guida Canyon Park (lascio a voi intendere il dilemma morale di padre). Gli altri due fanno il percorso solo sotto ricatto.

Lo staff. Il destino di qualsiasi progetto dipende dalle persone che lo animano. Ho avuto lo straordinario privilegio di avere amici e collaboratori capaci ma soprattutto appassionati in quello che fanno. Sono persone che hanno fatto dello sport e della sicurezza una scelta di vita. Ma soprattutto la soddisfazione più grande è venuta dal più giovane di tutti a dimostrazione che la giovane età è energia, stimolo e soprattutto speranza (ha anche il record di velocità sul percorso contro guide più blasonate). Se continua a prendere l’insufficienza in Inglese lo licenzio.

Voi. Il successo è stato oltre ogni aspettativa. Sotto ogni metrica abbiamo superato qualsiasi obiettivo ci fossimo preposti.  Ma non è questo il punto, quando si ambisce a vivere di una passione il sistema di misurazione diventa meno convenzionale e più emozionale.

E’ passato di tutto da Canyon Park

Il più giovane aveva 8 anni. Non poteva entrare ma il padre (inglese ovvio) ha bluffato e lo ha ammesso su Tripadvisor in una recensione. Il ragazzino ha fatto il percorso due volte di seguito per la gioia (sua, non del padre).
Il più anziano, 83 anni. Si chiamava Romano, da poco venuto meno,  ed era un super-eroe con i capelli bianchi. Nell’ultima fase della sua rocambolesca vita ha praticato Canyoning ad altissimo livello e roller-blade. Probabilmente lassù sta pensando a come riempire i rari momenti di vuoto conscio che adesso -finalmente- non rischia pià la vita. 

Nel mezzo tutto il resto, pavidi e impavidi, coppie, addii al nubilato e celibato, gruppi e amici.
Una persona ha perfino chiesto a una Guida se poteva andare alla base a prendere delle pizzette.
Un gruppo di cinesi ha preso un walkie talkie alla base e iniziato ad argomentare vivacemente in Mandarino, con le Guide disperate perché pensavano mi fossi fumato qualcosa di strano.
C’è quello che tenta di accendersi una sigaretta su una comoda piattaforma, tra una teleferica e l’altra, data la visuale ecologicamente accattivante.

Insomma il bello dell’umanità … attaccato a un moschettone.
Possiamo quindi dire solo grazie a tutti coloro che ci sostengono, visitano e soprattutto capito.

Ps. Per la plastica facciale pensavo di farmi tatuare sulla fronte “in fondo a sinistra”. Magari risparmiamo tempo …

Questo articolo è stato scritto faticosamente da mani umane, senza delegare il compito a una fredda Intelligenza Artificiale (che probabilmente avrebbe fatto prima e molto meglio).

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