GLI ISTRUTTORI

ECCO COME SI DIVENTA GUIDA A CANYON PARK!

MARCHINO

Rocciatore e snow-boarder di pregio, non riesce a staccarsi da quella G sdrucciola da Garfagnino doG creando non poghe diffigoltà di interazione. Si destreggia degisamente meglio tra le piattaforme che i gongiuntivi, ma i visitatori quando sono appesi sopra le rapide non ci fanno molto caso.

ROBERTO

La leggenda narra che Roberto sia nato in parete appeso a una corda invece di un cordone. Il meno giovane del gruppo, manifesta l’entusiasmo di un bambino di 8 anni quando viene portato al circo. Esperto alpinista e rocciatore, in inverno si sperde nei boschi per vedere quanto possa sopravvivere. Sempre ritornato vivo, con i visitatori pare sia più magnanimo.

BIGO

Andrea, detto Bigo come abbreviazione del proprio cognome, è un bradipo che si è trovato inaspettatamente a vivere nel corpo di un essere umano. Sempre lento e gentile nei movimenti e con gli occhioni spalancati, da quanto è slanciato e magro sembra sia appena uscito da una macchina di tortura medievale. Passa ogni momento libero dallo studio e dal parco in montagna o in parete con i compagni, la sua grande passione.

EVA

Figlia d’arte (suo padre possiede e costruisce Parchi Avventura) pare sia stata partorita su una piattaforma a 30 metri di altezza e ne sia uscita con i propri moschettoni.
In pratica è cresciuta (parecchio) con un’imbracatura addosso.
Insieme ad Azziz ha creato la compagnia dei Tori Seduti in quanto raramente sono visti in piedi a lavorare. Ma lo fanno bene comunque.
Sta scrivendo una biografia sul padre dal titolo “L’uomo che sussurrava alle carrucole”.

PIETRO

Uno degli ultimi arrivi di Canyon Park sembra uscito dagli studi Disney.
Il primo giorno di lavoro Pietro ha pensato bene di farsi i capelli a Mohicano pensando di fare il figo. Errore. Ha passato le prime due settimane con un berretto (obbligato a comprarselo) in capo prendendo pattoni sul collo dal Boss. Adesso la Disney ce lo chiede davvero ma noi non glielo diamo.
Ci piace troppo dargli i pattoni.

COCCHIERE

Il soprannome deriva dal fatto che è uno dei pochi eletti che può non solo guidare ma anche toccare la Canyon Mobile (il Land Rover Defender del parco gestito come un’opera del Louvre, ala Rinascimento).
Da quest’anno si è brevettato come istruttore ma ancora non è al corrente della differenza dei ruoli. Se lo vedete in teleferica che cerca la leva del cambio ecco, capirete che quello è Andrea il Cocchiere.

HOPE

Hope non ha bisogno di un soprannome. Troppo bello il suo vero nome “Speranza”. Inglese trapiantata in Toscana, ama suonare il violoncello e parla toscano meglio del 95% dei colleghi. Fu notata anni fa, in qualità di visitatrice con la madre. Tanto era sveglia che l’istruttore in accompagnamento chiamò la base con il walkie talkie dicendo “questa dobbiamo prenderla con noi”. Avere una violoncellista Inglese sul percorso è un vezzo che non potevamo trascurare!

BRUCIO

Ruggero è arrivato al parco con il soprannome di Rugo, da noi immediatamente cambiato in Brucio. E’infatti talmente distratto che abbiamo il sospetto i neuroni soffrano di narcolessia. Quando questi sono attivi Brucio è un ottimo arrampicatore e grande affabulatore ma c’è la controindicazione che poi non si cheta mai. Ma proprio mai, infatti speriamo sempre in un provvidenziale colpo di sonno dei neuroni.

BOZZO

Gabriele è una molla compressa a sganciamento rapido. Chiamato così per abbreviazione del cognome (siamo pigri a Canyon Park e amiamo risparmiare sulle lettere) Bozzo quando si trova a non saper cosa fare si appende alle passerelle o si butta giù in skate per le montagne. Solo se c’è traffico ovvio per mettere un po’ di brivido. Grande appassionato di montagna gli mettiamo il bromuro nel caffè di nascosto prima di lavorare.

MICHELE

L’entusiasmo fatto persona. Nonostante tutto.
Michele è l’interprete di Russo del parco, appassionato di Soft Air studia lingue e letterature straniere. Proprio il giorno di libertà è venuto al parco un gruppo di modelle Russe. The Boss ha guardato bene di inviare una registrazione WhatsApp delle voci in coro delle modelle che dicevano in Russo “Michele!! dove seiiiiii???. Quando si dice la sfiga. Adesso le ferie le passa a Canyon Park.

PICCIA

Sci alpinista e sciatore affermato, da qualche anno ha virato sulla Pole Dance, trovando delle evidenti affinità atletiche. Poliedrico e con il sorriso sempre stampato in faccia, ci chiediamo tutte le volte il perché approfitta del suo ruolo per effettuare degli spettacoli con la testa all’ingiù dentro il Canyon perdendo puntualmente il walkie talkie. Una trota ci ha chiamato alla radio dicendo che non ne possono più di questo spettacolo osceno.

ALESSIO

Chiamato “Flash” dai colleghi per la sua velocità da record sul percorso, è costato finora 20.000€ tra guanti e moschettoni consumati. Appassionato di motori, nonostante la sua giovane età, presta attenzione solo a ciò che abbia almeno un pistone. Cura egli stesso la manutenzione della propria moto, comprata con il duro lavoro a Canyon Park, e proprio per questo è sempre a piedi.
Adesso lavora per ripagare i 20.000€.